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ETC Engineering | Innovazione e Risparmio per il trattamento delle Acque

Ecologist Taking Water Sample From The River With Test Tube For Examination.

Anche tu stai cercando di capire qualcosa sui microinquinanti?

Hai il dubbio che alcuni degli impianti che gestisci/possiedi rientrino in quelli compresi nella nuova direttiva? Proviamo a fare un po’ di chiarezza

(a cura di Elena De Biase, Responsabile Commessa – Referente tecnico Drinking Water)

Intanto per iniziare: perché si parla tanto di microinquinanti e di trattamento quaternario?

Con la Direttiva (UE) 2024/3019 del Parlamento europeo e del Consiglio, vengono introdotte varie novità e viene affrontato il problema dei microinquinanti per la prima volta nel campo delle acque reflue urbane (nelle acque a scopo potabile invece è già da tempo che sono normati) tramite il trattamento quaternario (art. 8).

 

Per quali impianti è previsto?

  • Per tutti gli impianti con potenzialità maggiore di 150’000 AE (abitanti equivalenti)
  • Per quegli impianti con potenzialità maggiore di 10’000 AE che recapitano in aree dove la concentrazione e l’accumulo di microinquinanti rappresentano un rischio per la salute umana o per l’ambiente

Cosa si intende, nello specifico?

  • Bacini idrografici per la presenza di punti di prelievo per scopo potabile
  • Aree con acque di balneazione
  • Aree con attività di acquacoltura
  • Laghi, Fiumi o corsi d’acqua con rapporto di diluizione minore di 10
  • Aree speciali di conservazione delle specie
  • Acque costiere, Acque di transizione, Acque marine

Quali sono i limiti da rispettare?

È necessario ottenere una rimozione minima dell’80%

  1. Calcolata sulla portata media in tempo secco per almeno 6 sostanze
  2. Il numero delle sostanze del primo gruppo (quelle trattabili con grande facilità) è doppio di quelle del secondo (quelle sostanze trattabili con facilità).
  3. Considerare la media delle percentuali specifiche di rimozione di tutte le singole sostanze che intervengono nel calcolo
  4. Se non si trovano le sostanze indicate, l’autorità competente può indicarne altre per arrivare a sei microinquinanti

Quali sono i tempi previsti per l’adempimento di questo obbligo?

  • Per gli impianti con potenzialità maggiore di 150’000 AE:
    • 20% degli impianti entro il 2033;
    • 60% entro il 2039,
    • 100% entro il 2045
  • Per gli impianti con potenzialità maggiore di 10’000 AE:
    • 10% degli impianti entro il 2033;
    • 30% entro il 2036,
    • 60% entro il 2039,
    • 100% entro il 2045

Se vuoi approfondire la normativa sotto trovi il link:

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32024L3019

Come viene verificato il rispetto degli obblighi?

Metodi di monitoraggio, parametri, numero di campioni ecc. viene disciplinato dalla stessa normativa (in vari punti dell’Allegato I).

Responsabilità del produttore e il principio di “chi inquina paga”

È da diverso tempo che si parla di obbligare i produttori, che immettono sul mercato sostanze i cui residui rientrano nella lista dei microinquinanti, di assumersi le responsabilità di questi impatti sull’ambiente e sulla salute umana.

Viene, con la nuova direttiva, sancito questo principio (art.9) esplicitando che i costi di investimento ed esercizio del trattamento quaternario e di monitoraggio debba per l’80% essere coperto dai produttori.

Non sono ancora note, però, le modalità di applicazione di questo principio.

Chi sono i “produttori”?

Nella direttiva viene fatto riferimento esplicitamente alle aziende farmaceutiche e a quelle che produco cosmetici.

Sono esentati dalla responsabilità estesa i produttori che dimostrano:

  • di immettere sul mercato una quantità di sostanze inferiore a 1 tonnellata/anno
  • che alla fine della vita del prodotto non si generano microinquinanti
  • le sostanze contenute nei prodotti sono facilmente biodegradabili o non rilasciano residui nelle acque reflue.

Trattamenti quaternari

Cosa sono i microinquinanti?

La maggior parte dei microinquinanti nelle acque reflue proviene da attività domestiche, ospedaliere All’interno della famiglia sono presenti microinquinanti già regolamentati (come i metalli pesanti e molti pesticidi) e ci sono anche i microinquinanti emergenti.

In un recente progetto di ricerca dell’UE sono state identificate 242 MP (microinquinanti) nelle acque reflue urbane: il 70% proveniente da prodotti farmaceutici e per la cura della persona e il 30% da composti ad uso industriale tra cui composti perfluoroalchilici (PFAS), pesticidi, erbicidi e additivi alimentari

Come approcciare la loro rimozione?

Gli impianti convenzionali di trattamento delle acque reflue presentano una capacità di rimuovere molti di questi contaminanti emergenti, perché sono stati progettati e funzionano efficacemente per rimuovere altri macroinquinanti (ad esempio, COD (domanda chimica di ossigeno), BOD (domande biochimica di ossigeno), ammoniaca, fosforo, agenti patogeni, ecc.).

Tale capacità di trattamento è limitata, tuttavia, e quindi per raggiungere gli obiettivi previsti può essere necessario:

  • potenziare i trattamenti esistenti
  • adottare trattamenti quaternari specifici.

Risulta fondamentale analizzare la filiera dell’impianto esistente e, tramite un apposito monitoraggio, prendere consapevolezza dei rendimenti attualmente già ottenuti.

Potenziare gli impianti esistenti

Una volta noti i rendimenti dell’IDAR (Impianto Depurazione Acque Reflue) nell’assetto esistente è possibile individuare delle strategie per aumentarli, tra cui:

  • implementazione di un CEPT (sedimentazione chimica assistita)
  • flocculazione accellerata con microsabbia
  • conversione dei reattori a FA (fanghi attivi) in MBR (a membrana)

Implementazione trattamenti specifici

Se non è possibile raggiungere gli obiettivi della Direttiva lavorando solo sull’impianto esistente, è necessario individuare un trattamento quaternario specifico, a seconda dei microinquinanti da rimuovere, della potenzialità e della filiera di trattamento dell’impianto esistente.

Alcune tra le tecnologie applicabili sono:

  • carboni attivi granulari (GAC) o in polvere (PAC)
  • ozonazione
  • combinazione dei due trattamenti sopra (utile per aumentare la vita utile dei carboni)
  • filtrazione spinta o potenziata

La scelta della tecnologia da adottare è piuttosto delicata in quanto deve tenere in considerazioni vari aspetti, tra cui:

  • microinquinante/i da rimuovere e loro eventuale variazione stagionale o legata a cicli produttivi delle aziende
  • filiera di trattamento esistente e possibilità della sua integrazione tramite specifiche soluzioni tecnologiche
  • potenzialità/portata/caratteristiche qualitative dell’influente (es. presenza di NOM) e loro variabilità
  • costi gestionali
  • spazio a disposizione

Individua una strategia con il nostro supporto

  • Se vuoi avere più chiarezza sulle condizioni normative
  • Se desideri avere un audit del tuo impianto per capire cosa potresti implementare e avere una stima dell’investimento economico
  • Se vuoi avere supporto nel redigere la campagna di monitoraggio da implementare
  • Se desideri confrontarti sulle soluzioni innovative per la rimozione dei microinquinanti e l’applicazione di trattamenti quaternari negli impianti di depurazione,

Saremo felici di condividere visioni, esperienze e prospettive con te.
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